Riflessioni: Progetti ICT, Albo dei Professionisti e il caso Target (USA)

  • 06/02/2014 08:00:00

<p>Due temi oggi mi sono passati per la testa, ed ho pensato di condividerli buttando qualche riga qui... in un ragionamento machiavellico e contorto.</p>

Due temi oggi mi sono passati per la testa, ed ho pensato di condividerli buttando qualche riga qui... in un ragionamento machiavellico e contorto.

Oggi ho letto nella newsletter di BitMat un articolo che è riuscito a scatenarmi tre diverse reazioni. L'articolo s'intitola "Gli ingegneri credono nella progettazione", e nel complesso è un articolo che muove un tema su cui mi trovo piuttosto d'accordo.

Ma chi definisce il titolo di "Ingegnere dei sistemi"? Una laurea? La presenza del proprio nome nell'albo?

Diamo una maggiore importanza ad un albo, tipicamente "nostrano", piuttosto che una certificazione CCNA che, nota bene, ha riscontro in tutto il mondo tranne che in Italia. Perchè da noi se sei un Ingegnere vieni trattato come un Professionista, mentre se non sei laureato non sei nulla. Poi guardi il tuo curriculum e trovi sigle inutili come CCNA, MCSE, WCSP, VCP, ecc. ecc. Tutte sigle senza senso, giusto? E allora perchè all'estero sono così ricercate e valorizzate? Forse perchè ci interessiamo più del semplice pezzettino di carta, piuttosto che del valore intrinseco che esso racchiude... scusate: che dovrebbe racchiudere. Laureato e iscritto all'albo? Sei degno di essere un Ingegnere dei Sistemi, e di poter portare avanti un progetto ICT. Fa niente se quello di prima conosce le linee guida internazionali ed ha dato dimostrazione di saperlo fare, una dimostrazione certificata (altrimenti non si chiamerebbe così) da un ente super parte che è anche l'ente che ha realizzato quella stessa linea guida. Non sei un ignegnere? Condizione minima sufficiente per essere considerato di rango inferiore. Poi ti capita di ritrovart a smontare elementi di un progetto ICT che non sta in piedi perchè chi lo ha fatto, non aveva assolutamente idea di cosa volesse dire lavorare nel ICT per davvero.

Sono tuttavia d'accordo sul tema generale della conclusione (che suggerisco di leggere). "Esigere il rispetto della Legge, [...] rappresenta un obbligo per i committenti". Il Committente ha il diritto di esigere che il lavoro sia eseguito a regola d'arte e secondo le linee guida indicate in fase di definizione. Difficilmente, infatti, ci si trova con un documento di rilascio del progetto in cui vengano indicate le caratteristiche di iniziali e gli obiettivi o funzionalità, in virtù di una forse svalutata qualità della documentazione o del processo di documentazione stesso, che viene considerato come una perdita di tempo (e di soldi).

E non sarà mica questa la ragione per cui i progetti nel medio termine (3-6 anni) falliscono? Perchè non ci si trova più con quelle che sono state le decisioni iniziali o cambiamenti in corso d'opera?

Il secondo tema ho scoperto essere, in modo "simpatico", correlato a più argomenti che ho trattato di recente, ma nato dalla notizia che ha fatto clamore nelle settimane passate (forse). Il caso che ho in mente è quello della catena di negozi Target negli USA che ha portato al "furto" di oltre 100 milioni di numeri di carte di credito a causa di un Virus insediatosi nei registratori di cassa. Questa notizia, ovviamente avvenuta all'estero - quindi non ci tocca - mi è saltata alla mente giusto stamattina uscendo dalla metropolitana, mentre buttavo un'occhiata su un oggetto che diverse volte ha destato la mia curiosità: il chiosco elettronico dei biglietti. Quindi mi sono domandato se tra morte di Windows XP che dovrebbe avvenire tra poco meno di tre mesi, e progetti ICT fatti bene, non è che ne vedremo delle belle davvero?

Torniamo all'articolo di BitMat un attimo, in uno di quei punti che hanno ragione da vendere. Cito:

Perché solo partendo da un progetto possono essere fatte le scelte corrette e implementati i software adeguati alle effettive esigenze.

A questa affermazione aggiungo quest'altra: "Proprio la capacità di progettare, nel rispetto delle linee guida internazionali e di una rigorosa etica professionale, caratterizza la figura degli ingegneri iscritti all’albo nazionale e chiamati a rispondere del proprio operato".

Ora, io non ho mai smontato uno di quei chioschi, nè intendo farlo o proporre di farlo (se non da parte di un ente super-parte), ma ogni tanto ho visto quando ci operavano i tecnici... o quando più semplicemente non erano operativi. Chioschi basati su Windows 2000 Professional, senza Antivirus, con dei POS al loro interno e che gestiscono moneta contante. Sono anche collegati in rete perchè, naturalmente, devono poter scambiare dei dati (e il POS è sicuramente Ethernet, si vede dal tempo di chiusura di una transazione). Aggiungiamo anche che ora puoi ricaricare il tuo abbonamento on-line, pagando comodamente da casa tua con carta di credito, e ricaricare la tessera usando uno dei "totem" in stazione...

Trovate l'intruso!

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