February 8, 2008

Chieftech SATA Backplane SNT-3141

Chieftech SATA Backplane SNT-3141Sulla buona strada per risolvere i miei problemi di gestione dei dischi, oggi mi e’ arrivato finalmente il Backplane SATA per la macchina nuova. Il Chieftech SATA Backplane SNT-3141 e’ una bella macchinina tutto sommato, mi piace. E’ un box veramente scarno, ha il minimo indispensabile, come piace a me. Una volta tirate via tutte le parti attive (la ventola e’ l’unica presente a bordo in effetti), rimangono solo circuiti stampati. Mantiene cio’ che il nome promette: un backplane.

4 slot hot swap per dischi SATA, supporta le specifiche SATA2 per dischi da 3Gbps. Ogni disco ha la sua porta SATA dedicata, la spia di attivita’ e un interruttore!! Una ventola da 80mm sul retro si accende nonappena uno dei dischi viene inserito (si si, proprio cosi’!). Il telaio in alluminio e’ ben fatto, il box nasce per essere inserito all’interno di uno chasis chieftech, ma tutto sommato puo’ anche essere tenuto fuori appoggiato (basta montarci 4 feltrini sotto). Per ora ci attacco il secondo disco da mettere in RAID con quello di sistema, anche se sto ancora aspettando il cavo eSATA to SATA2 (visto che la scheda madre ASUS P5KC ha si un RAID controller Hardware on board, ma c’e’ solo un connettore SATA interno per il disco! Il secondo e’ di fianco alla connessione IEEE-1394, ed e’ un connettore eSATA).

Il JBOD (chiamiamolo cosi’ va) ha due connettori di alimentazione sia SATA 15 poli, sia standard 4 pin, quindi entrambe le tipologie di alimentazione sono supportate. La cosa che mi piace e’ che ogni disco ha il suo interruttore, per cui il problema del hotswap SATA e’ praticamente risolto in questo modo. Inoltre, la ventola del JBOD rimane spenta fintanto che tutti i dischi sono spenti: appena uno di essi viene acceso, si accende anche la ventola (che purtroppo e’ parecchio rumorosa). Un cicalino interno inizia a suonare se per caso la temperatura del backplane sale oltre una soglia impostabile a 55, 60 o 65 gradi centigradi.

Nel complesso e’ una soluzione che mi piace molto, soprattutto perche’ risolve il mio problema dell’interscambio di dischi e li tiene fuori dalla macchina (il che mi risolve anche problemi di condizionamento). L’unica lamentela e’ la ventola rumorosa, ma sto gia’ cercandone una da sostituirgli (silenziosa).

November 28, 2007

E’ venuto a mancare

Funeral for a friend

Non e’ mai bello sentire certe notizie. Nessuno di noi voleva credere a cio’ che ci e’ stato detto. Un nostro collega e’ venuto a mancare in circostanze davvero spiacevoli. Lo ricordiamo per la sua professionalita’… lo ricordiamo per la sua persona.

Addio Roberto.

September 3, 2007

Ancora uno spot di Novell

August 30, 2007

Fujitsu Siemens per l’ambiente

Verdure 1280 @ (C) 2007 by Digital BlasphemyInformation Technology non e’ solo energia e condizionamento. E’ anche carta… un volume immenso di carta. Stamattina ho trovato nella casella E-Mail (come tanti altri iscritti alla loro newsletter) un comunicato in cui Fujitsu-Siemens dichiara di aver intrapreso l’iniziativa di utilizzare solo carta a basso impatto ambientale. Una comunicazione che a molti potrebbe sembrare una cosa “futile” sapere di questa iniziativa, pero’ e’ importante anche ricordare l’impatto che il nostro lavoro e tutto cio’ che circonda la sfera dell’Information Technology si porta appresso. Una nota rilevante che compare nel testo della breve E-Mail e’:

Rispetto ad 1 tonnellata di carta vergine, la carta riciclata consente di risparmiare 24 alberi, 4100kWh di energia, 26 metri cubi di acqua 3 metri cubi di spazio in discarica.

Per chi fosse interessato alle tematiche legate all’ambiente, non molto tempo fa e’ nato un consorzio denominato “Green Grid“, un consorzio fondato da societa’ del mondo dell’Information Technology e professionisti del settore finalizzato al miglioramento del rendimento energetico dei datacenter del globo. Al fine di perseguire questo scopo l’organizzazione si propone di realizzare standard platform-neutral, metodi di misura, processi e nuove tecnologie.

August 21, 2007

Odio per il Marketing

Utilizzo memoria e cpu di iexplore.exeE continua a crescere. Essenzialmente perche’ chi fa marketing e’ verosimilmente amato dalle societa’ che producono microporocessori vista la quantita’ di MIPS e FLOP che le loro strampalate idee necessitano per essere attuate. Da quattro giorni Live Mail e’ diventato un mastodontico macigno per il mio pc. Ogni volta che apro Live Mail mi tocca chiudere tutte le applicazioni per poter leggere la mia posta elettronica. Gia’ di mio detesto i banner pubblicitari invadenti (tipo quelli che prendono 1/2 pagina o i siti con trenta box di Google Ads) e i popup, ora comincio a odiare anche le societa’ che li creano questi banner. Comunque, a prescindere dalle mie reazioni, oggi ho fatto una rapida analisi della situazione.

La macchina su cui lavoro e’ un notebook Fujitsu-Siemens con processore Centrino (1,73GHz) e 1Gb di memoria RAM, Windows XP Professional con tutti gli hotfix necessari ed Internet Explorer 7. Nel grafico di perfmon che c’e’ sopra ho riportato il comportamento del processo “iexplore.exe”. La riga blu e’ quella che rappresenta la % del tempo processore dedicato al processo, mentre quella gialla la memoria allocata a quel processo in modo esclusivo. Bene: all’inizio IE e’ appena aperto con “about:blank” come schermata iniziale. Dove ho indicato “JOB-1″ e’ il comportamento di IE lavorando su una applicazione Intranet (KNOCK per intenderci) che utilizza AJAX ed e’ interamente trasportata in HTTPS. In “JOB-2″ e’ facile immaginare che succede: apro Live Mail… la memoria richiesta va a picco, il processore macina come un disperato e tutto per cosa… per vedere un banner?! Ma non scherziamo!!!

August 18, 2007

Finalmente a casa

En3pY AvatarE gira e rigira, alla fine dei conti il Blog me lo sono portato a “casa”. Era un pensiero che gia’ mi perseguitava da diverso tempo, eppure non ho mai avuto ne’ la voglia, ne’ il tempo per farlo. Quale migliore periodo di agosto per fare un’operazione simile? Beh, eccolo qui… sono riuscito ad importare tutti i miei post da Livejournal in un click (ed una query SQL) per cui posso dire di essere al 90% dell’opera. Il rimanente 10% di essa, verra’ compiuto nel 90% del tempo, tra esso c’e’ sicuramente tutta la cura del layout grafico che al momento mi aggrada abbastanza, ma chiaramente vorrei che fosse regolare con il resto del sito. Ho anche un altro atroce dilemma… mi sa che mi tocca installare un’altra versione di WP per i post in linuga inglese a meno che non esista un plugin o qualche accrocchio (possibilmente injection-free) che fornisca questa funzionalita’.

Ancora una volta bentrovati sul mio Blog nella sua nuova sede :)

August 15, 2007

Cyrus IMAP, Potfix ed LDAP? no: Active Directory

 Funziona. L’integrazione di un e-mail server Linux, basato su Cyrus e Postfix, con Active Directory e’ una realta’ in produzione e stabile. Ho gia’ buttato giu’ un documento scaricabile da questo url in cui ho descritto l’intera procedura. Ora mi rimane da fare lo script che interroga Active Directory per creare in automatico le mailbox e riprendere in mano un progetto che ho abbandonato nel 2004, un’interfaccia di gestione per Cyrus interamente basata sul protocollo IMAP (per maggiori informazioni: ecco il link).

May 30, 2007

Che nostalgia

“L’applicazione e’ lenta”
“Comprate una macchina con 8 processori”

La (triste) storia dell’Information Technology degli ultimi anni e’ proprio questa… i programmatori sono drogati di risorse di sistema. Personalmente rimpiango i tempi in cui si programmava in Assembler: avevi un set di istruzioni ridotto e se non progettavi un programma bene finivi la memoria a disposizione per il sorgente applicativo. Erano tempi duri, ma quando rilasciavi il software erano vere soddisfazioni. I processori avevano i clock a 16MHz, 24MHz nel migliore dei casi. Se una funzione era troppo lenta (magari in applicazioni industriali) ti toccava riscrivere la routine per ridurre il numero di cicli macchina che impiegava a completarsi (e a fare i conti con un foglio XL piuttosto che Lotus 123 per vedere il numero di cicli macchina e quindi millisecondi ci mette). Se invece ci metteva troppo mettevamo un numero di NOP sufficiente per perdere abbastanza tempo… PERDERE TEMPO!!!

Oggi no. Codice lurido, non strutturato, ad oggetti… MegaByte di memoria allocata in non si capisce bene quale motivo… come disse qualcuno anni fa (non ricordo chi - abbiate pieta’) “man mano che il linguaggio di programmazione diventa alto, la capacita’ analitica dei programmatori calera’”… forse arrivera’ il giorno in cui il codice si scrivera’ da solo… oggi chiunque sappia usare frontpage e’ programmatore (momento di gelo).

La fine e’ abbastanza drammatica: applicazioni non strutturate, non documentate, pessimamente commentate, poco sicure e poco efficienti. Un collega mi racconto’ di un’applicazione sviluppata in ambiente non forkabile che, per dare migliori performance, e’ stata installata su una macchina a 8 processori. L’esito di questa installazione e’ facilmente deducibile. Ma allora mi chiedo: perche’ gli sviluppatori non hanno l’umilita’ di ammettere che non capiscono niente di sistemi e hardware, non riflettono sul fatto che le applicazioni possono essere migliorate semplicemente ottimizzando il codice (o le query, o il carico di lavoro tra applicazione e database)? Qual’e’ questa drammatica fenditura che si e’ verificata tra “programmazione” e “conoscenza del hardware” su cui l’applicazione deve girare?

Poi si dice che bisogna risparmiare sulle infrastrutture. Io rimpiango le persone come il mio professore di Sistemi Industriali all’ITIS che ti ribaltava la testa se facevi una routine in 13 righe quando potevi farlo in 7. Aveva ragione, io oggi me ne rendo conto, ma possibile che persone cosi’ non insegnino piu’?

December 14, 2006

Informatici (sysadmin) & Astronomia

Chi lo dice che il sistemista o amministratore di rete deve saperne solo di Informatica? Chiunque sia, sara’ il caso che prima o poi si ricreda di questa falsa (e tendenziosa) idea.

Due anni fa (o l’anno scorso) la Terra e’ stata interessata da una alterazione del campo magnetico per via di alcune esplosioni solari che hanno reso difficili (in alcuni casi impossibili) le comunicazioni e le trasmissioni senza fili. La cosa fu abbastanza clamorosa, tant’e’ che vi fecero caso anche i media tradizionali. Spiegare ad un utente che il suo mouse senza fili non funziona a causa di un fenomeno causato da macchie solari era una faccenda molto ardua (io ricordo che giravo con il ritaglio del giornale in tasca perche’ nessuno ci credeva).

E’ cosi’ che, oltre a valutare con attenzione la possibilita’ di disastri naturali (geologia, meteorologia) ora i responsabili IT e/o affini si trovano a dover affrontare un nuovo (ma non troppo) personaggio: il Sole.

Per la notte di oggi, giovedi’ 14/12 (ora degli Stati Uniti) e’ prevista una alterazione del campo magnetico Terrestre a causa di alcune espolosioni Solari (l’articolo e’ comparso su Space.com - link). Ci si chiede quali possano essere le conseguenze sui sistemi informatici di questo fenomeno. E soprattutto: quando inventeranno il dispositivo che raddoppiava la capacita’ del cervello di un SysAdmin come in Johnny Mnemonic?

December 7, 2006

Operatori TLC alla ribalta…

o era “ribaltate gli operatori TLC”? Io personalmente ne ribalterei diversi. I problemi che gli operatori stanno avendo (e dando) agli utenti finali sta raggiungendo livelli veramente scandalosi. Rivenditori (ISP) che vengono chiamati da utenti finali che inveiscono perche’ non riescono ad inviare una email o andare sul sito del caso.

Gli operatori TLC (dati) non sono capaci di mantenere fede ai propri contratti. Offrono banda a Megabit e non si accorgono di avere i peer saturi o le dorsali intasate. E i NOC non rispondono, rimandano il problema sul CPE. Chi di noi non si e’ sentito dire dall’operatore Help Desk del caso “ah, il router e’ vostro? Allora e’ colpa di quello”. Fa niente se sei CCIE, fa niente se l’apparato e’ in condizioni piu’ che mai perfette: l’idiota sei comunque tu. La quantita’ di insulti che nasce in quel momento e’ una festa di colori. Eppure per riuscire a far venire fuori un tecnico (ebbene si: ci sono) per verificare l’integrita’ della linea bisogna raggiungere un tempio buddista, passare 4 giorni a meditare tra i fumi d’incenso e pregare che qualcuno lassu’ (nella dirigenza dell’operatore) si faccia venire il dubbio “potrebbe essere un problema di linea” (certo, perche’ comunque tu - utente finale o intermediario - rimani comunque un mentecatto nel migliore dei casi).

Quindi esce l’uomo: tipicamente uno che ne sa, verifica la linea e…. il guasto prende vita (tipicamente lunghissima). Ed e’ piu’ o meno cosi’ che si scopre che ti sbagliano a dare i dati, attestano le linee in centrale giocando a freccette sul quadro di permutazione, oppure configurano gli indirizzi IP (magari dandoti quelli del vicino).

L’Italia mantiene il suo fantastico livello di paradossi: abbiamo dei tempi di attivazione drammatici (santo iddio, aspettiamo normalmente 60 giorni per una HDSL) per poi vedere un servizio inaffidabile, instabile e inadempiente agli SLA (per quei pochi che dichiarano di darne uno. Sapevate che Telecom ha uno SLA per le linee dati Business? - fa quasi ridere, ma c’e'). Quando poi leggi lettere di rapporto sulla “qualita’ di servizio” dell’operatore che dichiara che solamente il 65% delle linee e’ stato attivato nei tempi ti chiedi “ma ci prendono in giro e nessuno si lamenta?”. Nel resto del mondo le linee dati vengono attivate tipicamente in tempi che variano tra i 3 e gli 8… giorni! (vuoi mettere! Noi aspettiamo 10 volte tanto per avere il 10% del servizio offerto).

Penali? Mai viste in 6 anni di professione, mentre le parcelle degli studi legali arrivavano con la puntualita’ di un orologio atomico. Per non parlare delle spiegazioni di alcuni operatori (che spaziano tra fantomatiche ragioni tecniche e cause meteorologiche).

Insomma, secondo me gli operatori TLC andrebbero presi, ribaltati come dei calzini (soprattutto svuotati di tutta la fuffa di cui sono pieni) e ristrutturati seriamente.

Beh, ovviamente, IMHO no? =:]