Che cosa abbiamo fatto in passato per il nostro futuro?

  • 28/09/2019 00:00

Stamattina leggevo le notizie sui rant generalizzati che scorrono su Internet come un fiume di odio in piena e mi sono formulato un pensiero in testa. Seguo le notizie cercando di districarmi tra fake news e articoli di giornali che sono a metà tra il ridicolo e il raccapricciante.

Stamattina leggevo le notizie sui rant generalizzati che scorrono su Internet come un fiume di odio in piena e mi sono formulato un pensiero in testa. Seguo le notizie cercando di districarmi tra fake news e articoli di giornali che sono a metà tra il ridicolo e il raccapricciante.

Così stamattina mi si è chiusa la vena, definitivamente. E ho deciso di dare uno sfogo anche io a qualche pensiero che mi si accumula da qualche tempo.

Dedicato a tutti coloro che hanno più odio e rancore dentro loro stessi di quanto sia la forza di fare qualcosa per cambiare.

Prendete e andate in una scuola elementare, una media o un liceo. Abbiate la decenza di guardare le nuove generazioni negli occhi e anticipare loro perché il loro futuro sarà così difficile.

Spiegate loro come avete potuto permettere che la società creasse un sistema che premia l'apparenza più della sostanza. Perché la dimostrazione del fatto che sia così è esattamente il vostro comportamento.

Di non aver fatto niente per migliorare il mondo per i vostri figli, i figli dei vostri amici e conoscenti. Guardateli negli occhi e spiegate loro perché l'aria della loro città è piena di polveri sottili, del perché sia tutt'ora irrespirabile.

Spiegate loro perché, invece di investire del tempo per comprendere il messaggio di qualcuno, preferite criticare il fatto di come quel qualcuno sia vestito oppure il fatto che sia una donna, una ragazzina, un transessuale, una persona "deviata" che non rientra nella vostra capacità di comprendere il prossimo.

Spiegate loro perché sapete esclusivamente vomitare odio e critiche nei confronti del prossimo. Spiegate loro perché siete stati vigliacchi al punto di creare dei profili fasulli sui social network con animaletti, personaggi famosi o uova: dite loro perché avete usato quei profili per rigurgitare il fastidio che provavate dentro di voi.

E no, non è colpa dei social media, perché prima andavate nelle chat, nei forum nei newsgroup, nelle mailing list. Lo so, io c’ero, e già allora vi si poteva osservare nel pieno splendore della vostra creatività di trovare mezzi per esprimere le vostre idee. Solo che allora si poteva “moderare” il comportamento offensivo.

Oggi siete riusciti a creare un meccanismo perverso mascherato da buonismo e tolleranza: se venite moderati lo chiamate “censura” e discriminazione. Non è forse una manifestazione violenta anche questa?

Dite loro che il motivo per cui non si sentiranno accettati, per cui saranno depressi, per cui saranno afflitti da insicurezza è per via del fatto che la nostra generazione ha fatto veramente un lavoro di merda.

Dite loro che il motivo per cui hanno un futuro distrutto è frutto delle vostre obiezioni nei confronti degli insegnanti: non sono tutti eccelsi, ma è meglio aggredire o minacciare un insegnante piuttosto che ammettere che i ragazzi abbiano bisogno di un aiuto e aiutarli a migliorare. Sbagliare è umano, sbagliare è giusto. Bisogna sbagliare.

Ma noi dei nostri errori non abbiamo imparato nulla. Anzi, li abbiamo reiterati al punto che l’odio prevale sulla ragione e su una visione di bene collettivo.

Siamo quella generazione che ha "trasportato" l'umanità nel momento storico in cui tutti possono condividere il proprio pensiero, in cui possiamo entrare in contatto con culture differenti per costruire qualcosa di nuovo. Non che i millennial abbiano fatto un lavoro migliore: ma è sempre colpa “nostra”: siamo frutto del nostro passato.

E lo abbiamo fatto nel peggiore dei modi. Per che cosa? Fatturato? Un’auto figa? Lo smartphone dell’ultima generazione? Sono veramente questi i valori che siamo riusciti a trasmettere al prossimo?

Dite a quei bambini che il loro mondo sarà un monnezzaio perché abbiamo preferito la comodità alla prosperità. Dite loro che non è un problema buttare un pezzo di plastica per terra, tanto ci sarà qualcuno che lo raccoglie.

Dite loro che abbiamo preferito perdere mezz’ora a cercare posto con l’auto invece di prendere la metropolitana e fare un pezzo di strada a piedi. Dite loro che lo fate perché “i mezzi non sono adeguati” o perché fanno schifo le banchine e i treni. Quanto vorrei essere uno di quei bambini e poter chiedere alla vostra faccia da culo “ma come mai sono così sporchi?”.

Dite loro che, in gran parte, siamo stati una generazione di culi di piombo più abituata alle comodità e lussi di quanto fosse creare un ambiente sano per il nostro futuro.

Perché si sa: tanto non è un problema nostro quello che accadrà quando non ci saremo più.

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